Torna all'Home pageArchivio poesie del giorno
 

 

Orazio

La madre crudele degli Amori
e il figlio della cadmia Semele
e la lasciva licenza mi comandano
di volgere ancora il mio animo agli amori finiti.

Il fulgore di Glicera m’arde,
più puro dello splendido marmo pario;
m’arde la sua adorabile protervia
e il suo sembiante troppo rischioso a guardarsi.

In me tutta irrompendo
Venere lasciò Cipro, e mi proibisce
di cantare gli Sciti o i Parti audaci
nel volgere i cavalli, o ciò che non riguardi amore.

Zolle vive ponete qui, o servi,
e fronde e incensi e una patera
con vino di due anni. Al sacrificio
della vittima Venere sarà più mite.

Odi I, 19

Traduzione di Luca Canali

Orazio
Odi - Epodi

a cura di Luca Canali
Arnoldo Mondadori Editore 2004

Molti lettori ci segnalano di non essere riusciti a trovare in edicola il numero 300 di "Poesia" perché esaurito. Chi fosse interessato può ordinarlo direttamente alla redazione: info@poesia.it

 

 










   
   
Fondazione Poesia Onlus
Via E.Falck, 53 - 20151 Milano
tel. +39 02 3538277