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Marianne Moore

Che cosa sono gli anni?

Che cos’è la nostra innocenza,
che cos’è la nostra colpa? Tutti sono
nudi, nessuno è al sicuro. Da dove viene
il coraggio: la domanda senza risposta,
il dubbio fermo che –
chiamando muto, ascoltando sordo –
nella sventura, anche nella morte,
incoraggia gli altri
e nella sua sconfitta esorta

l’anima ad essere forte? In profondità
vede ed è felice colui che
sa arrivare alla mortalità
e nella sua prigione si leva
al di sopra di sé come
il mare nell’abisso, lottando
per essere libero e incapace di esserlo,
nella sua resa trova
la ragione di continuare.

Chi ha un forte sentire
agisce così. Anche l’uccello,
più alto mentre canta, rafforza
la sua forma in verticale. Benché prigioniero,
con il suo potente canto
dice: che bassa cosa
la soddisfazione, che pura la gioia.
È questa la mortalità,
è questa l’eternità.

Traduzione di Nicola Gardini


Poesia n. 155 Novembre 2001
New York Anthology
a cura di Silvio Ramat, Nicola Gardini, Ezio Savino

 









   
   
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