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Guillermo Fernández

Sono sceso giù in strada
pensando mi chiamassi.
C’erano solo ombre
e un’unghietta di luna
in un cielo così grande e indigente.

Salgo ancora le scale
senza avere una meta,
sento ancora i tuoi passi
nel riflusso del sangue
che affluisce e ferisce
là dove fai più male,
là dove più mi manchi.

La speranza
di rivederti non invecchia.
Ogni mattina
osserva nello specchio
quanti anni ha nel volto.
“Non sei cambiata in nulla”,
le dico, e mi sorride
con un poco di lacrime.

Traduzione di Stefano Strazzabosco



Poesia n. 337 Maggio 2018
Guillermo Fernández. Un poeta ribelle
a cura di Stefano Strazzabosco

 

 


 

 










   
   
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