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Tommaso Landolfi



È vana la parola e non ci assiste
Quando, a colmare il cuor nostro, vorremmo
La liquida vertigine dei tasti,
Le matasse degli archi,
Le cacce degli ottoni.
Oh misera parola, grave
Di definite significazioni,
Negata a libertà, d’inferno schiava.

La parola significa. E ben questa
È la sua morte –
Scindere dalle corde del destino
La nostra vera dignità celeste
E ritrovare il tuono che declina
La nostra umanità terrestre,
Scaricare la soma che ci ingombra
E il terrore dell’ombra,
Nulla significare, nulla dire:
Tale forse il supremo atto d’amore.

 

 

Poesia n. 112 Dicembre 1997
Tommaso Landolfi. Dalla soglia del focolare
a cura di Idolina Landolfi

 


 

 










   
   
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