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Ghiannis Ritsos

Vecchiaia

Ah, sì, invecchiano anche le statue e le poesie.
Molti avevano preso parte a quella storia –
uomini, animali, bambini, fiumi, alberi,
ragazzi e ragazze con motociclette, due papere bianche,
il matto silenzioso con una cicca e una fetta biscottata;
ed era allora un mezzogiorno estivo d’oro e sventolavano
le piume della gallina sgozzata luccicando in aria,
e la zia Evanghelìa in cucina puliva i cornetti greci,
e una grossa farfalla si posò sulla saliera.
Nessuno, ma nessuno ha mai saputo
che il temporaneo passa nel mito. Alla stazione del treno
venne a sedersi su una panchina una vecchia vestita di nero
che teneva sul grembiule un cesto d’uova come fosse
l’unica cosa che aveva al mondo. S’addormentò lì.
Qualcuno che passava le rubò il cesto. E cadde la notte.
Ah, sì, invecchiano anche le statue e le poesie e i ricordi degli eroi.

Karlòvasi, 23.VII.87

Traduzione di Nicola Crocetti


Poesia n. 71 Marzo 1994
Ghiannis Ritsos. Le poesie del congedo
a cura di Chrisa Prokopaki

 

 


 

 










   
   
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